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lunedì 25 novembre 2013

25 Novembre

Stavo pensando ad un discorso poetico, incentrato sul tema della vita, della riconoscenza verso papà e mamma e verso il buon Dio, che li ha egregiamente aiutati; un papiro che parli di gioia, di coccole, di ricordi, di sorrisi, di lacrime, di missioni compiute, di desideri che stanno ancora nel cassetto, di novità, di generazioni che avanzano e di altre che ti giri e le vedi un po' lontane, di coincidenze, di date che si sovrappongono, di gente che va e gente che viene, di nebbia, di sole, di nuvole, di mare e di monti, di tramonti, di albe, di notti in bianco, di pannolini e di libri.
Ci stavo pensando, ma non sapevo come buttar giù le idee, perciò ho deciso una cosa: mi batto semplicemente le mani davanti ad un pasticcino amigurumi (fatto da me), con sopra un biglietto (fatto dal mio bimbo) e mi auguro BUON COMPLEANNO!


E già che ci sono, vi presento anche la dolce Ariel, che è già stata spupazzata da una bellissima bimba con i capelli rossi come lei.



A presto,
Elena

venerdì 12 aprile 2013

"Finalmente ho cinque anni!"

Sto scrivendo questo post tutto d'un fiato, senza preparare i pensieri, nè pensare a ripetizioni e punteggiature.
Ho riflettuto tanto, sia sui contenuti che sulla forma, ma non riesco ad esprimere quello che vuole dire il mio cuore; un cuore di mamma, che oggi ha visto la gioia negli occhi del proprio figlio, quando si è alzato gridando: "Finalmente ho cinque anni!".
Cinque anni fa non era ancora nato e avevo una curiosità pazzesca, una voglia matta di stringerlo forte, anche perchè quel travaglio non finiva più! Quando è venuto alla luce è stato il momento più bello della mia vita, non sapevo se ridere o piangere, avevo solo voglia di stare del tempo con il mio bambino. Per problemi durante il parto, l'ho potuto coccolare solo la mattina dopo, ma il Signore mi ha presa per un braccio e mi ha permesso di potermelo godere ogni secondo, da quel momento in poi. Non so davvero che dire per parlarvi di mio figlio. Solo che, da quell'istante, non l'ho mollato più e la mia vita si è riempita. Non me ne voglia mio marito, ma Pietro è la cosa più bella che mi potesse capitare.
E' arrivato come un fulmine a ciel sereno, ma poi è spuntato un sole che splende fino ad oggi. E' cambiato tanto, ha imparato un'infinità di cose, è cresciuto in tutti i sensi e mi ritrovo un ometto tra le mani.
Adesso nemmeno mi saluta, corre in classe a giocare con gli amici, si vergogna a darmi un bacio davanti ai suoi compagni, va in gita da solo, sta imparando a nuotare, dice le parolacce, fa lo spiritoso, recita le poesie, suona strumenti, mi coccola un po' meno, mi racconta delle sue "morose" e mi chiede consiglio su quale sia la migliore; disobbedisce al papà dal punto di vista calcistico (avere un figlio juventino è una delle peggiori sciagure per un tifoso dell'Hellas!), ha una personalità tutta sua, è felice di andare a scuola così "sta un po' in pace senza genitori", vuole scegliere da solo i vestiti da indossare.
Insomma, sta diventando GRANDE.
Però io non mi stanco mai di stringerlo forte, di dirgli che è la mia gioia e che gli voglio bene. Ieri sera gli ho detto, mettendolo a letto: "Anche quando avrai la barba e una famiglia tutta tua, io e il papà saremo sempre qui per aiutarti" e lui mi ha risposto: "Sì, ma tu sarai vecchietta, ti devo aiutare io!"; il mio bimbo ha già un cuore grande e chissà come sarà tra altri cinque anni. Intanto, questi sono volati e lui è bello, come mai me lo sarei immaginato.


Tanti auguri amore mio,
la tua mamma è orgogliosa di te.


martedì 4 dicembre 2012

Auguri papino!

Anche il mio papino da oggi ha un anno in più. Approfitto degli auguri per dirgli che gli voglio un bene grande. Da piccola avrei voluto avere un fidanzatino bello come lui, ma senza capelli non ne trovavo neanche uno.
A te che tornavi dal lavoro il venerdì e mi sedevi sul tavolo ripetendo "Pa-pà, pa-pà, pa-pà" un'infinità di volte, per paura che mi dimenticassi di te;
a te che giravi il mondo e poi tornavi ogni volta con il più bel regalo che io potessi desiderare;
a te che mi insegnavi l'inglese;
a te che ti colori i capelli nelle foto;
a te che ti arrabbi poco, ma le volte che è successo me le ricorderò per tutta la vita;
a te che hai portato pazienza;
a te che hai fatto mille sacrifici per noi;
a te che sei un nonno giovane;
a te che mi facevi fare la "scala a mercalli" sulle tue ginocchia;
a te che..."ho magnà anca 'ncoi"
a te che mi prendevi in braccio ogni volta dopo cena;
a te che una volta mi hai detto "Tranquilla, che si sistema tutto", accarezzandomi la testa;
a te che non hai mai fatto trasparire le tue emozioni, neanche nelle difficoltà;
a te che sdrammatizzi sempre;
a te che mi hai fatta diventare grande.
A te, papà, faccio tanti auguri di buon compleanno e ti abbraccio forte forte.

La tua bambina più grande.
Elena

venerdì 16 novembre 2012

Fuori tema. Omaggio alla mia mamma.

La mia mamma ha compiuto 50 anni. Mezzo secolo, eh, mica bagigi! Ho pensato tanto a quale regalo farle e sono giunta ad una conclusione: le vorrei mettere davanti un vassoio con due buste, una con scritto "Scusa", l'altra con un bel "Grazie" stampato su.

Aprendo la prima troverà tutte le volte che non le ho mai chiesto perdono; scusa mamma, per il tempo che non ti ho dato, per le volte che non ti ho abbracciato, che non ti ho detto quanto bene ti voglio. Scusa per quando non ti ho accettato, per quando facevo il giro largo per tornare a casa il più tardi possibile, per quando non ho risposto di proposito alle tue telefonate. Perdonami per non averti capita, per averti solo giudicata, per non averti aperto un pezzo di cuore ed un po' di braccia, per non esserci stata.
Scusa per non averti perdonata tempo fa.

Nella seconda, invece, tutti i "Grazie" che vorrei dirle, che sono molti di più di tutte le scuse del mondo. Grazie mamma, per avermi donato la vita, grazie per quel seme di Fede che mi hai messo nel cuore e che mi aiuta ogni giorno, proprio come fai tu. Grazie per i miei fratelli, grazie per il matrimonio di te e papà, che per me è sempre un esempio; grazie anche per le volte in cui mi hai sopportata, magari soffrendo, grazie anche per i tuoi errori, perchè mi mostrano la forza che hai e il bene che ci vuoi. Grazie per avermi dato sempre tutto quello di cui ho avuto bisogno, senza che nemmeno lo chiedessi, grazie per le passeggiate che hai fatto con me, per il tempo passato a farmi fare i compiti, per i sorrisi, per gli schiaffi che mi meritavo e per quelli che non mi meritavo. Grazie per avermi formata, per avermi fatta crescere così come sono, per avermi insegnato i valori che contano davvero, grazie per avermi aiutata a diventare moglie e anche mamma.
Grazie per le volte che mi hai capita lasciando che io non dicessi nulla.

Auguri mamma.
Ti voglio bene, tanto così.

Elena




mercoledì 31 ottobre 2012

Il nonno ha compiuto 80 anni!

Ieri mio nonno ha compiuto 80 anni. Ho in testa mille ricordi quando penso a lui, ma non può mancare la condivisione della nostra vacanza in Puglia...

Settembre 2004. Si partiva per la Puglia, con la prospettiva di due settimane di totale relax. Eravamo quattro: io, reduce dalla maturità, Fabio e gli zii Mauro e Paola.
Dopo un viaggio eterno, tra autobus persi, coincidenze sbagliate e indicazioni a fir poco “soggettive”, siamo arrivati nel Salento.
La prima settimana è trascorsa all’insegna di sole, spiaggia, letture rilassanti, dove l’unica regola era:  totale anarchia. Vivevamo con una media di due-tre euro al giorno, cenando con aperitivi in spiaggia, accompagnati da olive ascolane e stuzzichini, che  in Puglia sono a dir poco abbondanti.
Poi arrivò una telefonata: “Sono il nonno Dino, prendo il treno e arrivo!”. Fu così che il nonno partì, si fece le sue 12 ore di treno e scese alla stazione di Brindisi. Perse l’autobus, ma, si sa, lui ha mille risorse: fermò un autista in pausa e, con la scusa di offrirgli da bere, si fece accompagnare, con l’auto dell’azienda dei trasporti, esattamente al paesino dove alloggiavamo.
Eccolo! Al tramonto del sole, fresco come una rosa, con la sua camicia bordeaux, ma soprattutto un trolley colmo di carrtine della Puglia e dintorni. La prima sera, infatti, ci invitò fuori a cena (sforando pericolosamente il nostro budget…ma pagava lui…) e ci ha esposto il dettagliato programma della settimana: Lecce-Santa Maria di Leuca-Otranto-Ostuni-auto a noleggio-Matera-Metaponto. Noi avevamo i piedi dolenti e le scarpe consumate, lui no.
Sono tornata a casa distrutta, ma è grazie ad un nonno così se la mia valigia è piena di cartoline e bei ricordi.

Felici 80 anni vecchietto!